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UN BLOG SULLO STUDIO DELLA MENTE

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Unità mente - psiche: mai così evidente come nello sport

Lo sport è un mondo affascinante. La pratica sportiva tonifica e sviluppa i muscoli, brucia i grassi e ci scarica dalle tensioni. L’attività fisica produce poi endorfine che influiscono sul nostro stato d’animo facendoci sentire meglio, più attivi, sereni e positivi.

Il movimento fisico fa bene quindi anche a livello psicologico.

Però anche per fare sport bisogna star bene. Un conflitto psicologico si nota sia a livello fisico posturale sia a livello di prestazioni sportive.

Quando di è depressi o psicologicamente turbati non si riesce a produrre prestazioni sportive buone

Questo ci fa capire come sono strettamente connessi corpo e psiche.

Ma per parlare di sport citerei l’intervento di Paolo Cignozzi, Psicologo Psicoterapeuta, già Psicologo della squadra Nazionale di Pattinaggio sul ghiaccio nell’ambito convegno L’INTERVENTO PSICOLOGICO NELLA GESTIONE DEI CONFLITTI – In memoria di Giuseppe Tessera- tenutosi all’Università Cattolica il 10 novembre 2012.

“Nel mondo dello sport gli atleti non sono immuni dai conflitti psicologici – ha spiegato -. E quando si manifestano hanno ripercussioni sugli allenamenti e sulle gare.

Nell’atleta i conflitti si possono riconoscere anche attraverso cambiamenti fisici o valutando le prestazioni sportive che calano a livello di qualità. Quindi un conflitto di natura psicologica ha influenze sul corpo dell’atleta e sulle sue performance”.

Nel mondo dello sport

“Il mondo dello sport, per quanto bello, a livello agonistico può essere anche molto difficile e doloroso – ha spiegato ancora - La vita degli atleti non è soltanto gloria e vittoria. Fare sport oggi significa impegnarsi molto, soffrire e gestire le contraddizioni derivanti dai conflitti. Anche gli atleti vivono situazioni conflittuali che possono essere interpersonali (ad esempio con la famiglia o con l’allenatore) e interni".

“E’ un mondo fatto di lacrime”- ha detto e ha poi raccontato della sua visita al Museo Olimpico: “In quell’occasione ha toccato con mano il dolore che può derivare da diversi tipi di sconfitta come ad esempio quella provocata da un infortunio magari in prossimità della gara.

“Con il termine conflitto ci riferiamo allo scontro. Il conflitto rappresenta una spina, un’opportunità, un’esigenza che si manifesta e cozza contro qualcos’altro. Il conflitto non va soffocato ma capito. Precede e accompagna il successo. Non c’è atleta che non l’abbia vissuto”

La causa di un conflitto interiore può essere dovuto alla bassa autostima

Come intervenire?

Cignozzi ha spiegato che innanzitutto occorre rendere il soggetto consapevole del proprio dialogo interiore. Ognuno di noi ha dialoga al suo interno con spinte positive e negative. Quelle negative portano all’insuccesso. La consapevolezza del dialogo aiuta l’atleta a ricordare quello che pensa e si fanno emergere entrambe le spinte valorizzando quelle negative.

E’ necessario essere in buona armonia con la mente per fare sport. Di conseguenza il moviemento fisico produrrà benessere sia fisico che psicologico.

Mai come nello sport è evidente l’unità mente - psiche

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