UN BLOG SULLO STUDIO DELLA MENTE
Molto tempo fa gli alchimisti erano conosciuti come coloro che studiavano approfonditamente per molti e molti anni al fine di riuscire a trasformare la materia in oro.
Erano studi eruditi importanti e non banali, coinvolgevano anima e corpo e trattavano temi come l’armonia con la natura, l’armonia universale, connessioni con l’Universo e quant’altro.
Non sono la prima e probabilmente neanche l’ultima a ritenere che l’alchimia sia innanzitutto una trasformazione di sè. Occorreva trasformarsi profondamente per ottenere la trasformazione dal metallo l’oro.
Ma io come tanti studiosi ho voluto concepire l’alchimia come la trasformazione di sè, come la trasformazione di un dolore profondo come può essere una separazione dalla persona amata, in energia creativa.
Come fare? Beh, ognuno ha il proprio percorso e la propria strada, questi sono solo degli spunti di riflessione e degli incoraggiamenti, non sono formule magiche che valgono oggettivamente per tutti.
La separazione crea un dolore molto profondo, un gran senso di smarrimento, delusione, depressione, abbassamento dell’autostima e tanta tanta sofferenza ancora.
E’ possibile trasformare tutto questo dolore in energia creativa?
Forse è possibile, alcuni, alcune ce l’hanno fatta. Non i primi tempi ovvio in cui occorre elaborare il lutto.
Ma dopo, quando il tempo allontanava sempre più i terribili momenti in cui venivano lasciate, queste persone iniziavano a lavorare su di loro per riconquistare l’autostima sia con dei percorsi psicologici, sia dando il massimo nello studio o nel lavoro o ancora in hobby e passioni.
Una delle componenti che dava la smossa era l’orgoglio. “Mi ha lasciato, ma io vivrò anche senza di lei, di lui e che bene anche!!!”
Orgoglio e senso di rivincita (non vendetta, anche se in molti casi viene contemplata), senso rivincita in senso buono: sono vivo e sto bene anzi alla grande anche senza di te che mi hai lasciato.
Erano tutti stimoli che hanno smosso queste persone verso la realizzazioni di obiettivi creativi: chi un nuovo hobby che è diventata poi una passione che l’ha portato portata a sperimentare esperienze nuove e positive. Chi ha fatto carriere, chi ha investito su vari progetti.
Naturalmente non è facile. Occorre un percorso psicologico, occorre piangere, sfogarsi, arrabbiarsi e quant’altro. Occorre elaborare e piano piano andare verso l’empowerment di sè. Non sempre si riesce a farlo da soli. Ma ci si può riuscire in molti casi.
Serena Fuart, psicologa (fuartserena@gmail.com)