UN BLOG SULLO STUDIO DELLA MENTE
Quanto la forza di volontà, l’ atteggiamento che abbiamo verso la vita incidono sul nostro destino?
Secondo me molto. Anche secondo la filosofia di Louise Hay. Ho conosciuto la teoria del pensiero positivo di questa donna un po’ di anni fa. Si tratta di una filosofia che mi ha molto colpito per i suoi principi. Tutto dipende da noi, dai nostri pensieri, da quello che vogliamo, sostiene Hay. I pensieri creano il nostro futuro, dobbiamo rimuovere schemi negativi e crearne di positivi per avere una vita meravigliosa, in cui riusciamo ad ottenere quello che vogliamo sono i cardini di questa scuola di pensiero
Detta così può sembrare assurda. Bastasse solo la forza di volontà saremmo tutti ricchi e benestanti, si può controbattere.
Eppure leggendo bene e andando a vedere anche altri studi condotti nell’ambito della medicina e della psicologia si possono azzardare delle ipotesi sul funzionamento della nostra mente che si avvicina molto a questo pensiero.
Innanzitutto la scuola del pensiero positivo sostiene che non si riescono ad ottenere le cose quando in noi sono presenti schemi negativi che ci impediscono di sentirci meritevoli di avere il meglio, oppure quando i nostri pensieri negativi sono troppi e, come nella teoria della profezia che si auto avvera, le cose ci vanno male. Hay suggerisce un percorso di crescita personale in cui si rimuove il negativo per aprirsi al nuovo positivo. Non è tutto così semplice quindi.
Ma anche da un punto di vista psicologico e scientifico, a cui tra l’altro la scuola di pensiero di Louise Hay prende molti spunti, possiamo dire che studi hanno dimostrato che un atteggiamento positivo nei confronti della vita può esserci molto d’aiuto per ottenere quello che si vuole e vivere bene, studi che ho incontrato soprattutto nella psicologia della salute. E’ risaputo infatti che nei casi di malattie fisiche molto gravi un atteggiamento positivo verso le cure e il porsi al problema in modo determinato, lottando per la guarigione, favorisce di molto la remissione della malattia.
Io dico che il nostro inconscio è capace di molte cose. Come scrivevo in Istinto Amico (http://serenafuartpsicologia.overblog.com/istinto-amico oppure http://www.opl.it/showPage.php?template=iscritti&masterPage=iscritti-articolo.html&id=9202&articolo=86), la teoria di Rogers sostiene che in esso sono contenute un quantitativo enorme di informazioni che la nostra parte conscia ignora e aggiungerei anche una buona dose di forza ed energia di cui noi non sappiamo nulla.
L’inconscio quindi a mio avviso è capace di portare la nostra vita verso determinate direzioni senza che noi ne siamo minimamente consapevoli.
Quante volte capita per esempio che quando una persona vuole qualcosa e si batte coscientemente non sempre l’ottiene. Ma spesso capita che se lascia perdere o se succedono degli eventi che le fanno cambiare visione delle cose per cui l’obiettivo precedente non interessa più capita che quel qualcosa desiderato accade. Come mai? Forse se consciamente siamo troppo dipendenti da una cosa il nostro inconscio lavora male?
Come bisogna fare?
Intanto, come dice Louise Hay bisogna è necessario rimuovere gli schemi negativi. Una volta rimossi, bisogna essere assolutamente convinti di volere una cosa a tutti i livelli (non solo quello cosciente, anche inconsciamente dobbiamo avere le idee chiare). Già questo è un passo per avere quello che si vuole. E poi paradossalmente non bisogna essere troppo coinvolti ed emotivamente dipendenti dalla realizzazione dell’obiettivo. Lottare si ma senza metterci troppa emotività che sembra intralci
In questo caso, è come se agisse una forza inconscia che ci porta a realizzare quello che vogliamo.
Ci sono molti casi e coincidenze che mi portano a pensare in questa direzione. Quindi il pensiero di Louise Hay lo sostengo perché contiene delle verità molto profonde e importanti
C’è un percorso da fare. Un percorso di crescita personale.
Il mio obiettivo nel lavoro con i pazienti è proprio favorire questo processo.