UN BLOG SULLO STUDIO DELLA MENTE
L’amore. Quale sentimento più grande. La passione. Da vivere almeno una volta nella vita. Le emozioni amorose. Fanno bene al cuore.
Queste frasi che si sentono in giro parlano di qualcosa di molto importante che avviene in noi quando amiamo e quando ci innamoriamo. Come tutti sappiamo sono esperienze che sono fondamentali nella vita.
Ma a volte tendiamo a reprimere tali sentimenti. Reprimiamo l’amore, l’innamoramento, le emozioni.
Un’amica mi raccontava di essersi innamorata perdutamente di una persona che non la ricambiava. Lei allora a un certo punto a iniziato a negare tale sentimento. E per un periodo ha avuto un sacco di disturbi psicosomatici e psicologici. Questi sono tipici di chi reprime le emozioni.
Le scienze più avanzate, come la psiconeuroimmunologia, che studia i rapporti tra psiche, sistema nervoso e risposta immunitaria, hanno recentemente confermato quanto già scoperto dalla psicosomatica, ossia che molti disturbi psicologici possono essere letti come uno squilibrio tra due zone del cervello:quella profonda (sede delle emozioni, dei comportamenti istintivi e delle funzioni vitali) e una zona più superficiale quella che contiene i pensieri.
Un io troppo rigido, autocritico, che ha sensi di colpa, crea sostanze dannose per il sistema immunitario, il sistema cardiovascolare, il sistema muscolare e il sistema gastrointestinale. Al contrario l’autostima, l’elasticità mentale, la cedevolezza, il raccoglimento hanno effetti benefici su sistema immunitario, sistema circolatorio, sistema respiratorio pressione arteriosa.
Ad un certo punto questa mia amica ha ceduto. Il suo era un amore impossibile ma andava vissuto fino in fondo nonostante tutto. Le emozioni andavano liberate e provate anche se dolorose. Ha riconosciuto il suo sentimento il suo dolore e ne ha anche parlato con la persona interessata. Le ha fatto bene. Non so l’esito della storia, se poi eventualmente è successo qualcosa, perché nella vita non si sa mai, oppure se l’amore è rimasto non corrisposto, tuttavia l’aver liberato le emozioni le ha fatto bene.
Anche in un caso di Freud avveniva qualcosa del genere: una paziente soffriva di disturbi isterici. Quando Freud ha fatto emergere il rimosso si scoprì che il dolore che aveva rimosso era un amore non corrisposto. La paziente ha riconosciuto il suo sentimento, l’ha liberato, ha fatto emergere il suo dolore e si è fatta un bel pianto. Poi è stata bene.
L’amore può essere corrisposto o no. Va riconosciuto ed eventualmente va sperimentato nel senso che sarebbe meglio parlarne con la persona amata che questa corrisponda o no. Parlare, confidarsi non fa male a nessuno, crea un legame speciale tra i due soggetti a prescindere poi dall’esito di un’eventuale storia d’amore e ha effetto liberatorio.
La cosa principale però è liberare il sentimento e viverlo anche se può essere doloroso. Il dolore rimosso da una parte, emerge da un’altra sottoforma di disturbi psicologici e psicosomatici. Come dire esce dalla porta e rientra per la finestra. Cedere all’amore come dicevo sopra fa bene al corpo e alla mente.