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Cosa succede quando le cose non vanno?
Ce lo chiediamo e spesso attribuiamo all’esterno le cause di un insuccesso, di una relazione andata male, di una o più giornate storte. E’ molto difficile pensare che tali cause possono anche risiedere in noi. Tuttavia è probabile. Secondo la teoria del pensiero positivo è proprio così e anzi si sostiene che se i nostri pensieri sono negativi attiriamo persone o situazioni che ci fanno vivere determinate esperienze negative.
Vero?
In effetti noi tendiamo a proiettare al di fuori quello che non ci piace. Melanie Klein sostiene che in una certa fase dello sviluppo, il neonato proietta fuori di sé i pensieri cattivi verso la madre dovuti alla frustrazione per la sua assenza in certi momenti e per il fatto che non può soddisfare in toto tutti i suoi desideri. Il bimbo proietta fuori di sé i pensieri cattivi credendo ci sia una madre buona e una cattiva. Successivamente capisce che la madre è una e i pensieri negativi che prova non stanno fuori ma dentro di lui. Insomma capisce che è dotato di sentimenti d’amore e odio insieme. Abbiamo quindi una tendenza al proiettare al di fuori i sentimenti negativi che non ci piacciono e in certi casi anche gli adulti lo fanno proiettando sugli altri emozioni sgradevoli e pensieri cattivi.
Quindi una tendenza anche degli adulti, maschi soprattutto, prendendo in causa il femminismo: spesso stato detto che è una prerogativa maschile scindere il dentro dal fuori il bene dal male.
In realtà bene e male coesistono dentro di noi. In noi ci sono tendenze contraddittorie, bontà cattiveria, tendenza di vita e pulsione di morte, spinta al successo e al fallimento. Fare i conti con la nostra complessità è un buon punto di partenza per trovare delle spiegazioni a quello che ci succede.