UN BLOG SULLO STUDIO DELLA MENTE
Può essere una strada come ho detto in post precedenti.
Ho trovato le parole di Luisa Muraro sulla vicenda di una mistica, Margherita Porete (Il dio delle donne)
“il paradiso di Margherita invita alla scommessa di far accadere l’impossibile che è già lì, nel reale, e imminente: di sprigionarlo con l’enormità del desiderio e l’accettazione del fallimento. L’insostenibilità d’ogni oggetto di conoscenza, credenza, amore, possesso, appropriazione, consolazione, illusione, speranza (Dio compreso) sgombra l’orizzonte all’infinito: muore la volontà buona, si dileguano prospettive di fare il bene, sparisce ogni ordine etico e ogni giustizia. Perdita di sé e naufragio del mondo. Perdita e naufragio che terminano con la disponibilità incondizionata di sé, in un’esperienza di essere e di libertà che non distrugge il mondo, ma lo apre e vi fa entrare l’assoluto”
Mi dico. Alle mistiche accade l’impossibile nel momento in cui rinnegano la loro struttura interna di pensiero per far posto all’indicibile, impensato, impossibile.
Quando noi vogliamo fortemente qualcosa questo non sempre si avvera almeno che non dipenda quasi esclusivamente dalla nostra volontà (superare un esame all’università per esempio è strettamente legato a quanto si studia, poi conta anche la fortuna riguardo a cosa il prof chiederà però in linea generale se si studia si dovrebbe andare lisci).
Parlo di obiettivi che implichino, oltre il nostro lavoro, la volontà altrui, o forze esterne, per essere raggiunti. Ad esempio la ricezione di denaro, l’arrivo di un amore, l’essere selezionato per una professione. E, quando meno ce se lo aspetta, accade. Quando la mente è concentrata su altro rispetto quell’obiettivo. Le cose allora capitano. Ma non basta non pensarci. E’ necessario essere in uno stato mentale che non contempli più quell’obiettivo.
Studi scientifici hanno confermato che usiamo solo una piccola parte del nostro cervello. Cosa succede se per caso, inconsapevolmente, in certi momenti usiamo una piccola parte in più?
Magari concentrati su altro, lavoriamo lo stesso su quell’obiettivo con un’energia che non conosciamo e che non è cosciente.
L’inconscio.
L’inconscio è ricco di informazioni. E’ capace di processare un’infinità di dati ad esempio quando svolgiamo le nostre attività come camminare…dati che non passano a livello cosciente altrimenti avremmo la nostra parte razionale colma di informazioni.
L’inconscio porta dentro anche tutta la nostra vita e anche questa ci è in gran parte sconosciuta.
Quindi abbiamo un inconscio che lavora indipendentemente dalla parte razionale, processando dati, custodendo la nostra vita e movimentandola dal basso (perché l’inconscio si muove, ci spinge ad agire in un certo modo spesso inconsapevolmente).
Si dice spesso di fidarsi dell’intuito perché proviene dall’inconscio che processa un’infinità di dati anche se non sono coscienti quindi il nostro istinto non ci può far mai sbagliare.
Abbiamo quindi delle potenzialità che non conosciamo. E quando abbandoniamo un obiettivo in tanti casi questo si realizza.
Staccandoci dalle cose che più vogliamo, quindi, è possibile ottenerle?
Ci vuole anche però un lavoro su noi stessi, come dice Louise Hay nella sua teoria del pensiero positivo. Essere consapevoli di meritare una determinata cosa e nel nostro intimo volerla davvero anche se non ci si pensa più perché si lascia fare al destino. Secondo Louise Hay è necessario volere fortemente qualcosa ed essere nello stato mentale di meritare le cose.
Personalmente ho realizzato molti obiettivi che mi ero prefissa. E’ successo quando ho avuto chiaro quale desideravo essere la mia strada e psicologicamente non ero attaccata più a un determinato desiderio. Ovvero era dentro di me, sapevo di volerlo, ma “non ero ossessivamente concentrata su quello”.
Allora le cose sono accadute
Con una volontà orientata all’obiettivo e con il distacco psicologico da esso quindi è possibile realizzare ciò che si desidera?