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UN BLOG SULLO STUDIO DELLA MENTE

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CHI SONO: DUE PAROLE SU DI ME

Sono una Psicologa, iscritta all’ordine dal 2005, è appassionata di comunicazione, in particolare di quella pubblicitaria.

Ho conseguito nel 2004 presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore un Master in Comunicazione dell’impresa Privata e Pubblica e ha svolto attività di pubblicista per sei anni presso ADC-Agenzia della Comunicazione, scrivendo di pubblicità e comunicazione e svolgendo anche attività di segretaria di redazione e con il tempo anche di coordinamento editoriale.

Da sempre sono molto interessata alla psicologia clinica ho coltivato la mia passione leggendo testi e seguendo un percorso interiore di crescita.

Svolgo un'attività di consultazione psicologica rivolta ad adulti in difficoltà che spaziano dai disagi lavorativi, relazionali, psicopatologici. La consultazione ha l’obiettivo di circoscrivere il problema, analizzarlo e cercare di vedere la realtà del paziente con nuovi occhi e prospettive arrivando così all’alleviamento del disagio. In casi più gravi, una volta circoscritto e capito il problema, lo scopo è tranquillizzare il più possibile il paziente in attesa che venga affidato ad un buon psicoterapeuta per un’analisi più lunga e approfondita.

Attività di consulenza psicologica

La mia attività consiste di alcune sedute in cui faccio dei colloqui in profondità con il paziente analizzando il suo vissuto psicologico il contesto familiare e culturale in cui è inserito.

Al bisogno faccio uso di test, in particolare le matrici di Raven e il T.A.T di Murray.

Chiedo anche al paziente di scrivermi qualcosa su un foglio bianco e cerco di carpire dalla grafologia dello scritto alcune informazioni altrimenti non reperibili.

Per arrivare a una diagnosi seguo dei modelli causali: cerco di identificare molteplici variabili causali che intervengono sul disturbo del comportamento, considerando il fatto che queste variabili causali possano modificarsi nell’arco del tempo.

Presuppongo quindi che i disturbi del comportamento non sono casuali al contrario esistono rapporti causali e tali rapporti possono essere discontinui. L’individuo è un elemento importante nella reazione a catena causale che determina i parametri del suo comportamento. I rapporti causali si modificano nel tempo, sono instabili e dinamici.

Procedo attraverso la formulazione predizioni e la verifica delle ipotesi sottostanti. In particolare con due processi circolari attraverso i quali si passa dalla rilevazioni degli indizi o dati alla costruzione di ipotesi fino alla validazione delle ipotesi stesse e un processo finale cui l’evidenza clinica oggetto di indagine nel due precedenti processi diventa la base su cui si fondano sia la conclusione diagnostica sia la pianificazione dell’intervento (modello decisionale Nurcombe e Gallagher)

Seguo modelli Interpretativo-esplicativi intendendo quindi la genesi di un fenomeno patologico come elemento necessario per definire il fenomeno stesso. Impossibile non formulare una teoria etologico. Quindi la diagnosi poggia sul fondamento della diversa etiologia che il lavoro interpretativo individua dietro sintomi e comportamenti.

Come ho anche scritto nell'altro post il mio ultimo obiettivo è la crescita personale per cui mi soffermo poi su elementi come l'autostimo, le relazioni, l'assertivtà, la sessualità per avviare un processo nel paziente

Web: http://forum.opl.it/index.php?option=com_community&view=profile&userid=8482&Itemid=14

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