UN BLOG SULLO STUDIO DELLA MENTE
Conversazione intorno l’arte del mentire Perché si mente tra donne? Come capire che qualcuna non ci dice la verità? Quali sono i tipi di menzogna?
Report dell’incontro all’Alveare Milano VENERDI’ 14 NOVEMBRE 2014
Di Serena Fuart
Di menzogna ne hanno parlato illustri pensatori del passato.
Su Verità e menzogna in senso extramorale, Nietzsche, tra gli altri, dice che:
“Il primo impulso alla verità è nato dall’esigenza dell’uomo di fuggire dall’inganno, desiderando la verità con le sue conseguenze.
Nei termini morali comunemente accettati, essere veritieri è "solo l’obbligo di mentire secondo una convenzione stabilita, di mentire al modo del branco in uno stile vincolante per tutti”.
Per lui la realà è solo una convenzione condivisa per cui una grande menzogna che ci raccontiamo e dire la verità non è altro che mentire secondo convinzioni. Ne ha parlato anche Platone che fa dire a Socrate nella Repubblica che i politici possono mentire se per il bene del popolo.
Ma chi si avvicina di più al concetto è Sant’ agostino che ritiene che:
“Se invece non si dà menzogna se non quando si afferma una cosa con l’intenzione di ingannare, non commette menzogna colui che, pur sapendo o pensando che la cosa asserita è falsa, dice il falso senza il proposito d’ingannare la persona con cui parla. Egli infatti sa che l’altro non gli presterà fede, e parla così proprio perché sa o congettura che l’altro non crede alle sue parole. Può dunque risultare con chiarezza, almeno in linea dei possibili, che ci sia chi dice il falso per non trarre in inganno il suo interlocutore, e che viceversa ci sia qualche soggetto che dica la verità con l’intenzione d’ingannare. Così, uno che dice la verità perché è convinto che la gente non gli crede, se dice la verità lo fa certo per ingannare: egli in effetti sa di sicuro, o almeno suppone, che quanto da lui detto può esser preso per falso proprio perché lo dice lui” (da La menzogna)
LA MENZOGNA
Cos’è? E’ fornire deliberatamente false informazioni con l’intezione di ingannare. E’ l’intenzione di ingannare che la distingue dal dire il falso tout court che può avvenire magari per errore. Ci sono molti studi. Questo è il risultato delle mie ricerche che non prentendono di dare una verità assoluta ma solo un punto di vista.
L’ARTE DEL MENTIRE
“La sua caratteristica (della menzogna, ndr) distintiva consiste nel fatto di essere essenzialmente un atto comunicativo di tipo linguistico, ossia la rivelazione di un contenuto falso attraverso la comunicazione verbale o scritta" sostiene la dott.ssa Maria Concetta Cirrincione, psicologa, nel suo articolo su http://www.psiconline.it/article.php?sid=6315.
"Questo impone la presenza di almeno un comunicatore, di un ricevente e di un messaggio verbale che non corrisponde a verità. L’inganno si esplica invece, non solo attraverso l’atto comunicativo della menzogna, ma anche attraverso comportamenti tesi ad incidere sulle conoscenze, motivazioni, aspettative dell’interlocutore”
Forme di menzogna
Mi è molto piaciuta la classificazione di Anna Bosetti su www.tesionline.it:
- MENZOGNE PIANIFICATE E “SFACCIATE” -> pianificate per evitare sanzioni o ottenere forti vantaggi;
- MENZOGNE NON PIANIFICATE -> usate soprattutto per far fronte ad una situazione improvvisa, imbarazzante e spiacevole;
- MENZOGNE PEDAGOGICHE -> sono quelle che servono a rassicurare un bambino;
- BUGIE INNOCENTI (o SOCIALI) -> quelle dette per buona educazione.
Inoltre di può distinguere tra:
- MENZOGNA NECESSARIA -> è ritenuta indispensabile per la sopravvivenza ed è dettata dunque da una condizione di necessità (Es. Ulisse per salvarsi da Polifemo);
- MENZOGNA GRATUITA -> è quella detta per puro divertimento e piacere, fine a se stessa, senza che colui che la riferisce ne tragga un particolare vantaggio.
Forme e tipi di menzogna
In base all’incrocio tra due fattori: 1. volere che il destinatario creda il falso; 2. “non volere che egli creda il vero”, si ottengono alcuni gruppi di atti menzogneri:
- OMISSIONE -> consiste nell’omettere di fornire all’interlocutore alcune informazioni essenziali; omettere è stare in silenzio, lasciando così che l’altro si inganni da sé. Esempio: non dire ad un partner occasionale di avere una malattia venerea;
- OCCULTAMENTO -> nascondere le informazioni rilevanti, fornendo al partner informazioni vere ma divergenti, fuorvianti o secondarie per fargli assumere false credenze. Esempio: la moglie per nascondere il tradimento al merito, oltre a nascondere questo può parlare dei negozi che ha visitato per comprarsi un oggetto particolare;
- FALSIFICAZIONE -> comunicare in modo deliberato al destinatario informazioni false, per manipolarlo;
- MASCHERAMENTO -> fornire all’interlocutore conoscenze false per nascondergli quelle vere;
- FALSA CONFERMA -> confermare intenzionalmente una conoscenza falsa dell’interlocutore.
Nei primi si priva il destinatario di conoscenze vere; mentre negli altri casi lo si induce in errore, cioè si forniscono informazioni false all’interlocutore.
COME CAPIRE SE UNA PERSONA MENTE?
La comunicazine non verbale molto spesso tradisce quella verbale a causa soprattutto del nervosismo che chi mente ha sapendo di mentire. Tuttavia una persona può essere sincera ma nervosa perché teme di non essere creduta per cui manifesterà segni non verbali di menzogna pur non mentendo. Attenzione quindi! E attenzione che un buon menititore o una buona mentitrice a volte può conoscere qualche trucco e sapersi controllare. Si può tenere fisso lo sguardo evitando di abbassarlo come un bugiardo ingenuo.
Il nostro sistema non cosciente però è sermpre in grado di cogliere segnali che indicano che qualcuno qualcuna ci mente.
Solo non sempre riusciamo a prenderne coscienza ma solo ad avere un certo intuito. Per questo consiglio sempre di ascoltare la pancia.
Secondo Paul Ekman, psicologo statunitense, pioniere nello studio delle emozioni e delle relative espressioni facciali ci sono dei segnali specifici. Vediamoli.
Intanto chi parla è concentrato su quello che dice e tenderà a muoversi nervosaemnte e a non guardare negli occhi, anche se, come accennavo prima, non è detto sia sempre così se il mentitore la mentitrice è particolarmente attento attenta.
“Le zone del viso specializzate nell’espressione delle emozioni sono fondamentalmente due: la parte inferiore (bocca, naso e mento) e la parte superiore (occhi, sopracciglia e fronte) – si trova scritto su http://www.psicozoo.it/2011/03/19/come-smascherare-una-menzogna/, nell’articolo di Giulio Caravalla, laureato in Psicologia sociale e delle organizzazioni presso l'Università degli Studi di Firenze.
Attenzione quindi a queste caratteristiche dell’espressione facciale: asimmetria, durata e collocazione dell’espressione. Il volto di chi mente è asimmetrico.
Dall’articolo emerge che “gli stessi movimenti muscolari compaiono in entrambe le metà del viso, con un’intensità leggermente maggiore in una delle due parti.
L’eventuale presenza di un’espressione fortemente asimmetrica sarebbe, quindi, indizio di un’espressione volontaria e falsa. Tempo di manifestazione: le espressioni genuine durano pochissimi secondi e se l’emozione persiste possono ripresentarsi in rapida successione.
La presenza di espressioni che durano oltre i 5-10 secondi, dunque, da considerarsi come non veritiere. Collocazione nel contesto comunicativo: generalmente, espressioni non sincronizzate con i gesti del corpo e con le parole sono indice di falsità. Inoltre, occorre ricordare che le espressioni facciali tendono a manifestarsi contemporaneamente o poco prima delle parole”.
IL SORRISO. Paul Ekman ha studiato a lungo il sorriso. Quello sincero coinvolge anche la parte superiore del viso, gli occhi, gli zigomi degli occhi. Se la zona alta non è interessata si tratta purtroppo di un sorriso falso o triste. Insomma non sincero.
Interessante è il tono della voce Secondo Caravalla “un tono vocale più acuto, secco e metallico indicherebbe che chi sta parlando stia cercando di controllare attentamente ciò che dice. Quando si mente le parole tendono ad essere pronunciate più velocemente perchè si cerca di far risultare maggiormente credibile ciò che si dice. Le pause nel discorso diventano più numerose, così come gli errori, le ripetizioni e la presenza di espressioni lessicali che denotano indecisione (come ad esempio “ehm” e “uhm”). Ovviamente il cambiamento di voce dipende dal tipo di emozione che si tenta di dissimulare: la voce sarà più acuta e fluente nel caso di rabbia, mentre sarà più bassa e tenue in caso di tristezza.”
Un segno che il mentitore la mentrice non può controllare sono le chiazze sul collo che il nervosismo a volte provoca.
Sempre secondo Caravalla “Allo stesso tempo, lo sbattere ripetutamente le palpebre o l’eventuale presenza di pupille dilatate, sarebbero la prova di un’effettiva attivazione emotiva. Anche la durata dello sguardo può fornirci alcune indicazioni su ciò che sta pensando il nostro interlocutore. Partendo dal presupposto che uno sguardo fisso o insistente può essere percepito come socialmente inaccettabile e comporta il più delle volte un senso di disagio, il prolungare il contatto oculare oltre i tempi medi (3 secondi per lo sguardo semplice, 2 secondi per lo sguardo reciproco) è generalmente associato a una manifestazione di interesse”.
PERCHE’ LE DONNE MENTONO
La parte più politica dell’incontro è stata qui. Perché le donne mentono? Non ci sono manuali che lo spiegano, nè risposte giuste. Possiamo capire solo a partire dalla nostra esperienza. Secondo Serena le donne mentono perché in alcuni casi sono proprio crudeli (e ha avuto esperienza personale di questo), hanno doppi fini, interessi, magari di prestigio o sono invischiate in dinamiche di potere, invidie e competizione tra donne o anche con uomini.
Ma molte donne però mentono anche per un motivo molto più drammatico: nascondere il loro desiderio che non considerano degno di importanza. Alle donne spesso viene inseganto ancora in molti casi a scarificare per gli altri quello che desiderano, per cui nasconodono, a volte con delle bugie, il loro vero sentire. Oppure si mente per bassa autostima, per celare quelle che vengono considerate le debolezze personali.
“ho avuto esperienza di una donna confusa e debole che ha messo in piedi una doppia storia per debolezza personale, incapacità di gestire i suoi sentimenti e i suoi desideri. Pur avendo cinquant’uno anni era succube della madre” Racconta ancora Serena. Quindi si mente anche per confusione nella propria vita e forte debolezza. In rete si trovano artricoli di uomini che sostengono che le donne mentono come i maschi.
Articoli misognini che paragonano le donne ai più beceri mentitori don giovanni. Ci saranno anche donne così dico io, sono una parte e ce n’è tante altre che mentono nper ntutt’altri motivi La discussione è proseguita a lungo.
Serena Fuart